<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Articoli e Documenti Archivi - Osservatorio Carta, Penna &amp; Digitale</title>
	<atom:link href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/cat/articoli-e-documenti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/cat/articoli-e-documenti/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 28 May 2026 13:26:47 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>

<image>
	<url>https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/wp-content/uploads/2025/01/cropped-favicon-scaled-1-32x32.jpg</url>
	<title>Articoli e Documenti Archivi - Osservatorio Carta, Penna &amp; Digitale</title>
	<link>https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/cat/articoli-e-documenti/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Perché la Svezia è tornata a carta e penna, a scuola?</title>
		<link>https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/perche-la-svezia-e-tornata-a-carta-e-penna-a-scuola-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 07:30:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli e Documenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/perche-la-svezia-e-tornata-a-carta-e-penna-a-scuola-2/</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Svezia, nazione europea che prima delle altre ha digitalizzato tutta la didattica, ora torna a carta e penna. Perché? Nei test PISA (indagine internazionale dell&#8217;OCSE che valuta ogni tre anni le competenze dei quindicenni in lettura, matematica e scienze: le nostre prove INVALSI inglobano questi test) i ragazzi svedesi sono peggiorati. La commissione incaricata [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/perche-la-svezia-e-tornata-a-carta-e-penna-a-scuola-2/">Perché la Svezia è tornata a carta e penna, a scuola?</a> proviene da <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it">Osservatorio Carta, Penna &amp; Digitale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Svezia, nazione europea che prima delle altre ha digitalizzato tutta la didattica, ora torna a carta e penna. Perché? Nei test PISA (indagine internazionale dell&#8217;OCSE che valuta ogni tre anni le competenze dei quindicenni in lettura, matematica e scienze: le nostre prove INVALSI inglobano questi test) i ragazzi svedesi sono peggiorati. La commissione incaricata di trovare le cause ha risposto che il digitale, in e fuori da scuola, con la sua struttura multitasking disturba l&#8217;attenzione, ostacola l&#8217;elaborazione di informazioni complesse e la memoria. Se libri e quaderni digitali contribuiscono a un maggiore coinvolgimento immediato dei ragazzi, ne diminuiscono la profondità e la tenuta dell&#8217;apprendimento. Ma perché leggere sulla carta e scrivere a mano facilitano invece concentrazione e memoria? Perché il corpo è un cervello diffuso, più corpo si impegna più cervello si fa. Siamo ancora guidati dal pregiudizio che il neuroscienziato Antonio Damasio ha ben spiegato in «L&#8217;errore di Cartesio»: «Di fronte all’evidenza che la mente scaturisce dall’attività dei neuroni, si discute solo di questi, come se il loro funzionamento fosse indipendente da quello del resto dell’organismo». Ogni «de-corporazione» è «de-cerebrazione», il digitale non è cattivo ma incompleto. Gli scarabocchi che facevamo sul quaderno di appunti durante le lezioni ci aiutavano a concentrarci, non a distrarci, così come camminare mentre studiavamo. «Muovevamo» più cervello.</p>
<p>Se vogliamo fare un regalo sentito scriviamo il biglietto a mano, se vogliamo dire qualcosa che rimanga scriviamo una lettera a mano, se dobbiamo convalidare un atto firmiamo a mano. Qualche giorno fa infatti i miei studenti hanno voluto festeggiare il mio compleanno con un&#8217;ottima torta fatta a mano (handmade in un mondo di prodotti in serie è sinonimo di autenticità, anche quando è solo marketing). Se fai «a mano» non doni solo qualcosa ma te stesso: tempo incarnato. Per questo la mattina a prima ora cerco di arrivare in classe quando ancora l&#8217;aula è vuota: mi aiuta a concentrarmi e mi piace che gli studenti mi trovino già lì. Ma qualche giorno fa, davanti alla porta dell&#8217;aula, c&#8217;era già un&#8217;ex alunna che voleva darmi «brevi manu» (così in latino s&#8217;indicava una consegna senza intermediari, ne resta traccia nel nostro s.p.m.) un regalo. Si trattava di tre cose veramente «digitali», da digitus, dito: fatte con le dita. Un rametto tagliato dall&#8217;albero di limoni che ha a casa, in ricordo della lettura in classe della poesia «I limoni» di Montale, che la colpì molto. Poi c&#8217;era un foglietto con i versi di «Allegro ma non troppo» della poetessa, premio Nobel, Wisława Szymborska, che inizia così: «Sei bella – dico alla vita –/ è impensabile più rigoglio,/ più rane e più usignoli,/ più formiche e più germogli». Un canto dolce-amaro alla vita copiato a mano, accuratamente, tanto da stupire i miei quattordicenni dalle grafie meno eleganti. E infine il suo libro preferito da bambina, quello che ti apre alla magia della lettura, «Rasmus e il vagabondo» di Astrid Lindgren (autrice di Pippi Calzelunghe), con un&#8217;altra dedica, anche questa scritta a mano, come quelle che i lettori chiedono agli scrittori, perché la grafia è presenza, connette più di ogni altro gesto corpo e psiche, come sanno i grafologi che riconoscono la personalità dal tratto. Ho aperto il libro: «A cavalcioni sul solito ramo biforcuto in cima al tiglio, Rasmus pensava alle cose che gli sarebbe piaciuto cancellare dal mondo». Mi sono sentito obbligato allo stesso esercizio di fantasia del novenne Rasmus: io a quell&#8217;età avrei cancellato i compiti (non la scuola) e certe verdure. E poi le zanzare e le meduse. Oggi salverei i compiti, fondamentali per allenare la tenuta come gli esercizi con uno strumento musicale, e le verdure che ho imparato ad apprezzare. Rimango della mia idea su zanzare e meduse, per quanto abbia imparato a riconoscere la bellezza delle seconde. Aggiungo le armi, ma più che cancellarle vorrei trasformarle nel denaro necessario a produrle, per impegnarlo in cure ed educazione: nel solo 2025 la spesa militare mondiale è stata, stima al ribasso, di 2.900 miliardi di dollari, secondo il rapporto del Sipri (Istituto internazionale di ricerca per la pace di Stoccolma), con il record dell&#8217;Europa che, con i suoi 864 miliardi di dollari, ha aumentato la produzione del 14%. «Segui i soldi &#8211; diceva Falcone &#8211; e avrai le risposte»: la risposta è che siamo una polveriera che rischia di mandare in frantumi il mondo come lo conosciamo.</p>
<p>Nei primi anni 2000 se n&#8217;era già accorta la scrittrice americana Terry Tempest Williams che, durante un soggiorno a Ravenna, fu tanto colpita dalla bellezza dei mosaici medievali da decidere di iscriversi, proprio lì, a un laboratorio per mosaicisti. Così nacque il libro «Finding Beauty in a Broken World» (Trovare bellezza in un mondo a pezzi), in cui racconta che il mosaico l&#8217;ha salvata dallo sconforto di un mondo, interiore ed esteriore, in frantumi. Ri-fare «a mano» le ha donato una nuova prospettiva: «Credevo che la verità si trovasse solo sotto la superficie delle cose. Nel sottosuolo. Ero una discepola della profondità. Ciò che era nascosto era ciò che desideravo. Ma qualcosa è cambiato. Ora mi interessa ciò che i miei occhi possono vedere, ciò che le mie dita possono toccare, ciò che la mia mano può conoscere muovendosi lentamente sulla carne, o sul pelo, o sulle piume, o sulla pietra. Mi fido di ciò che vedo. Mi fido di ciò che tocco». Il nostro è un tempo di «rotture»: relazioni, pace, sonno, psiche&#8230; vanno continuamente «in pezzi», come l&#8217;attenzione dei ragazzi svedesi (i risultati dei test in Italia sono peggiori), forse anche perché abbiamo dimenticato che: «amore e odio e angoscia, qualità come gentilezza e ferocia, la soluzione pianificata di un problema scientifico o la creazione di un nuovo artefatto si basano tutti su eventi neurali all’interno di un cervello, purché questo sia stato e sia in interazione con il corpo cui appartiene. L’anima respira attraverso il corpo, e la sofferenza, che muova dalla pelle o da un’immagine mentale, avviene nella carne» (A. Damasio, L&#8217;errore di Cartesio). L&#8217;educazione affettiva non riguarda primariamente i contenuti, ma una rinnovata capacità di sentire la vita, cioè unità di corpo e mente, di mente e cuore. Quando i ragazzi sembrano «distaccati», è perché non sentono la realtà, la contattano senza corpo! Così il mosaico diventa simbolo perché, come diceva Luciana, la maestra del laboratorio di Terry, è «un modo di pensare al mondo», accurato e comunitario (era un&#8217;arte collettiva operata da autori ignoti: le «maestranze»). Mosaico, dal latino «opus musaicum», è opera delle Muse, dee della bellezza e figlie di Memoria, perché la bellezza è a volte anche solo riparare ciò che sembra rotto e che avevamo dimenticato. I pezzi irregolari, smussati con martello e scalpello, diventano «tessere» (parola che viene dal numero «quattro» in greco, i lati dell&#8217;incastro, antesignani del puzzle, passatempo quasi estinto che serviva a recuperare pace e relazioni, proprio grazie alla concentrazione, e che infatti regaliamo ancora ai bambini piccoli). Mani pazienti e accorte diventano menti pazienti e accorte. Cioè amanti. Oggi urge un&#8217;educazione al «tatto», come ha detto mia nipote mentre dipingeva: «Dobbiamo ringraziare Dio per le mani, perché con le mani possiamo fare cose meravigliose».</p>
<p>Mentre si dibatte sull&#8217;opportunità di leggere Manzoni a 15 anni, sommessamente propongo di agire prima, perché si possa arrivare a 15 anni capaci di cose così impegnative e bellissime: ripristiniamo il diario, sin da piccoli. Non quello dei compiti (sarebbe già qualcosa) ucciso dal registro elettronico, ma il diario intimo. Scrivere a mano almeno una pagina al giorno, al mattino (potrebbe essere la prima attività scolastica) o di sera (l&#8217;ultima attività, magari condivisa in famiglia, ma in silenzio), riattiva la creatività, perché richiede presenza autentica, handmade, attenzione non disponibile ad altro, corpo e anima, il monotasking lo chiamano con comica torsione cerebrale, quando la saggezza popolare riassumeva già nel detto: «chi insegue due lepri non ne prende nessuna». Senza carta e penna non si perde solo in matematica e lettura, ma in anima. Per riprendersela bisogna riprendersi il corpo, mettersi ogni tanto in modalità manuale: orto, diario, mosaico, strumento, bricolage, calligrafia, modellismo, libro&#8230; Chi lo farà saprà, a tempo debito, destreggiarsi bene nel digitale. Digitale viene infatti da digitus, dito, perché un tempo si contava con le dita e, dato che i processori trasformano l&#8217;informazione fisica (il solco del vinile, la luce sulla pellicola) in numerica (mp3 e pixel sono sequenze di numeri), si è passati a indicare la seconda con «digitale», ma le dita non ci sono più. Siamo più radicali: torniamo a usarle!</p>
<p>Corriere.it</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/perche-la-svezia-e-tornata-a-carta-e-penna-a-scuola-2/">Perché la Svezia è tornata a carta e penna, a scuola?</a> proviene da <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it">Osservatorio Carta, Penna &amp; Digitale</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché la Svezia è tornata a carta e penna, a scuola?</title>
		<link>https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/perche-la-svezia-e-tornata-a-carta-e-penna-a-scuola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 07:30:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli e Documenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/perche-la-svezia-e-tornata-a-carta-e-penna-a-scuola/</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Svezia, nazione europea che prima delle altre ha digitalizzato tutta la didattica, ora torna a carta e penna. Perché? Nei test PISA (indagine internazionale dell&#8217;OCSE che valuta ogni tre anni le competenze dei quindicenni in lettura, matematica e scienze: le nostre prove INVALSI inglobano questi test) i ragazzi svedesi sono peggiorati. La commissione incaricata [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/perche-la-svezia-e-tornata-a-carta-e-penna-a-scuola/">Perché la Svezia è tornata a carta e penna, a scuola?</a> proviene da <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it">Osservatorio Carta, Penna &amp; Digitale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Svezia, nazione europea che prima delle altre ha digitalizzato tutta la didattica, ora torna a carta e penna. Perché? Nei test PISA (indagine internazionale dell&#8217;OCSE che valuta ogni tre anni le competenze dei quindicenni in lettura, matematica e scienze: le nostre prove INVALSI inglobano questi test) i ragazzi svedesi sono peggiorati. La commissione incaricata di trovare le cause ha risposto che il digitale, in e fuori da scuola, con la sua struttura multitasking disturba l&#8217;attenzione, ostacola l&#8217;elaborazione di informazioni complesse e la memoria. Se libri e quaderni digitali contribuiscono a un maggiore coinvolgimento immediato dei ragazzi, ne diminuiscono la profondità e la tenuta dell&#8217;apprendimento. Ma perché leggere sulla carta e scrivere a mano facilitano invece concentrazione e memoria? Perché il corpo è un cervello diffuso, più corpo si impegna più cervello si fa. Siamo ancora guidati dal pregiudizio che il neuroscienziato Antonio Damasio ha ben spiegato in «L&#8217;errore di Cartesio»: «Di fronte all’evidenza che la mente scaturisce dall’attività dei neuroni, si discute solo di questi, come se il loro funzionamento fosse indipendente da quello del resto dell’organismo». Ogni «de-corporazione» è «de-cerebrazione», il digitale non è cattivo ma incompleto. Gli scarabocchi che facevamo sul quaderno di appunti durante le lezioni ci aiutavano a concentrarci, non a distrarci, così come camminare mentre studiavamo. «Muovevamo» più cervello.</p>
<p>Se vogliamo fare un regalo sentito scriviamo il biglietto a mano, se vogliamo dire qualcosa che rimanga scriviamo una lettera a mano, se dobbiamo convalidare un atto firmiamo a mano. Qualche giorno fa infatti i miei studenti hanno voluto festeggiare il mio compleanno con un&#8217;ottima torta fatta a mano (handmade in un mondo di prodotti in serie è sinonimo di autenticità, anche quando è solo marketing). Se fai «a mano» non doni solo qualcosa ma te stesso: tempo incarnato. Per questo la mattina a prima ora cerco di arrivare in classe quando ancora l&#8217;aula è vuota: mi aiuta a concentrarmi e mi piace che gli studenti mi trovino già lì. Ma qualche giorno fa, davanti alla porta dell&#8217;aula, c&#8217;era già un&#8217;ex alunna che voleva darmi «brevi manu» (così in latino s&#8217;indicava una consegna senza intermediari, ne resta traccia nel nostro s.p.m.) un regalo. Si trattava di tre cose veramente «digitali», da digitus, dito: fatte con le dita. Un rametto tagliato dall&#8217;albero di limoni che ha a casa, in ricordo della lettura in classe della poesia «I limoni» di Montale, che la colpì molto. Poi c&#8217;era un foglietto con i versi di «Allegro ma non troppo» della poetessa, premio Nobel, Wisława Szymborska, che inizia così: «Sei bella – dico alla vita –/ è impensabile più rigoglio,/ più rane e più usignoli,/ più formiche e più germogli». Un canto dolce-amaro alla vita copiato a mano, accuratamente, tanto da stupire i miei quattordicenni dalle grafie meno eleganti. E infine il suo libro preferito da bambina, quello che ti apre alla magia della lettura, «Rasmus e il vagabondo» di Astrid Lindgren (autrice di Pippi Calzelunghe), con un&#8217;altra dedica, anche questa scritta a mano, come quelle che i lettori chiedono agli scrittori, perché la grafia è presenza, connette più di ogni altro gesto corpo e psiche, come sanno i grafologi che riconoscono la personalità dal tratto. Ho aperto il libro: «A cavalcioni sul solito ramo biforcuto in cima al tiglio, Rasmus pensava alle cose che gli sarebbe piaciuto cancellare dal mondo». Mi sono sentito obbligato allo stesso esercizio di fantasia del novenne Rasmus: io a quell&#8217;età avrei cancellato i compiti (non la scuola) e certe verdure. E poi le zanzare e le meduse. Oggi salverei i compiti, fondamentali per allenare la tenuta come gli esercizi con uno strumento musicale, e le verdure che ho imparato ad apprezzare. Rimango della mia idea su zanzare e meduse, per quanto abbia imparato a riconoscere la bellezza delle seconde. Aggiungo le armi, ma più che cancellarle vorrei trasformarle nel denaro necessario a produrle, per impegnarlo in cure ed educazione: nel solo 2025 la spesa militare mondiale è stata, stima al ribasso, di 2.900 miliardi di dollari, secondo il rapporto del Sipri (Istituto internazionale di ricerca per la pace di Stoccolma), con il record dell&#8217;Europa che, con i suoi 864 miliardi di dollari, ha aumentato la produzione del 14%. «Segui i soldi &#8211; diceva Falcone &#8211; e avrai le risposte»: la risposta è che siamo una polveriera che rischia di mandare in frantumi il mondo come lo conosciamo.</p>
<p>Nei primi anni 2000 se n&#8217;era già accorta la scrittrice americana Terry Tempest Williams che, durante un soggiorno a Ravenna, fu tanto colpita dalla bellezza dei mosaici medievali da decidere di iscriversi, proprio lì, a un laboratorio per mosaicisti. Così nacque il libro «Finding Beauty in a Broken World» (Trovare bellezza in un mondo a pezzi), in cui racconta che il mosaico l&#8217;ha salvata dallo sconforto di un mondo, interiore ed esteriore, in frantumi. Ri-fare «a mano» le ha donato una nuova prospettiva: «Credevo che la verità si trovasse solo sotto la superficie delle cose. Nel sottosuolo. Ero una discepola della profondità. Ciò che era nascosto era ciò che desideravo. Ma qualcosa è cambiato. Ora mi interessa ciò che i miei occhi possono vedere, ciò che le mie dita possono toccare, ciò che la mia mano può conoscere muovendosi lentamente sulla carne, o sul pelo, o sulle piume, o sulla pietra. Mi fido di ciò che vedo. Mi fido di ciò che tocco». Il nostro è un tempo di «rotture»: relazioni, pace, sonno, psiche&#8230; vanno continuamente «in pezzi», come l&#8217;attenzione dei ragazzi svedesi (i risultati dei test in Italia sono peggiori), forse anche perché abbiamo dimenticato che: «amore e odio e angoscia, qualità come gentilezza e ferocia, la soluzione pianificata di un problema scientifico o la creazione di un nuovo artefatto si basano tutti su eventi neurali all’interno di un cervello, purché questo sia stato e sia in interazione con il corpo cui appartiene. L’anima respira attraverso il corpo, e la sofferenza, che muova dalla pelle o da un’immagine mentale, avviene nella carne» (A. Damasio, L&#8217;errore di Cartesio). L&#8217;educazione affettiva non riguarda primariamente i contenuti, ma una rinnovata capacità di sentire la vita, cioè unità di corpo e mente, di mente e cuore. Quando i ragazzi sembrano «distaccati», è perché non sentono la realtà, la contattano senza corpo! Così il mosaico diventa simbolo perché, come diceva Luciana, la maestra del laboratorio di Terry, è «un modo di pensare al mondo», accurato e comunitario (era un&#8217;arte collettiva operata da autori ignoti: le «maestranze»). Mosaico, dal latino «opus musaicum», è opera delle Muse, dee della bellezza e figlie di Memoria, perché la bellezza è a volte anche solo riparare ciò che sembra rotto e che avevamo dimenticato. I pezzi irregolari, smussati con martello e scalpello, diventano «tessere» (parola che viene dal numero «quattro» in greco, i lati dell&#8217;incastro, antesignani del puzzle, passatempo quasi estinto che serviva a recuperare pace e relazioni, proprio grazie alla concentrazione, e che infatti regaliamo ancora ai bambini piccoli). Mani pazienti e accorte diventano menti pazienti e accorte. Cioè amanti. Oggi urge un&#8217;educazione al «tatto», come ha detto mia nipote mentre dipingeva: «Dobbiamo ringraziare Dio per le mani, perché con le mani possiamo fare cose meravigliose».</p>
<p>Mentre si dibatte sull&#8217;opportunità di leggere Manzoni a 15 anni, sommessamente propongo di agire prima, perché si possa arrivare a 15 anni capaci di cose così impegnative e bellissime: ripristiniamo il diario, sin da piccoli. Non quello dei compiti (sarebbe già qualcosa) ucciso dal registro elettronico, ma il diario intimo. Scrivere a mano almeno una pagina al giorno, al mattino (potrebbe essere la prima attività scolastica) o di sera (l&#8217;ultima attività, magari condivisa in famiglia, ma in silenzio), riattiva la creatività, perché richiede presenza autentica, handmade, attenzione non disponibile ad altro, corpo e anima, il monotasking lo chiamano con comica torsione cerebrale, quando la saggezza popolare riassumeva già nel detto: «chi insegue due lepri non ne prende nessuna». Senza carta e penna non si perde solo in matematica e lettura, ma in anima. Per riprendersela bisogna riprendersi il corpo, mettersi ogni tanto in modalità manuale: orto, diario, mosaico, strumento, bricolage, calligrafia, modellismo, libro&#8230; Chi lo farà saprà, a tempo debito, destreggiarsi bene nel digitale. Digitale viene infatti da digitus, dito, perché un tempo si contava con le dita e, dato che i processori trasformano l&#8217;informazione fisica (il solco del vinile, la luce sulla pellicola) in numerica (mp3 e pixel sono sequenze di numeri), si è passati a indicare la seconda con «digitale», ma le dita non ci sono più. Siamo più radicali: torniamo a usarle!</p>
<p>Corriere.it</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/perche-la-svezia-e-tornata-a-carta-e-penna-a-scuola/">Perché la Svezia è tornata a carta e penna, a scuola?</a> proviene da <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it">Osservatorio Carta, Penna &amp; Digitale</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Your Brain on ChatGPT: Accumulation of Cognitive Debt when Using an AI Assistant for Essay Writing Task</title>
		<link>https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/your-brain-on-chatgpt-accumulation-of-cognitive-debt-when-using-an-ai-assistant-for-essay-writing-task-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2025 16:11:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli e Documenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/your-brain-on-chatgpt-accumulation-of-cognitive-debt-when-using-an-ai-assistant-for-essay-writing-task-2/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Leggi lo studio, click qui</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/your-brain-on-chatgpt-accumulation-of-cognitive-debt-when-using-an-ai-assistant-for-essay-writing-task-2/">Your Brain on ChatGPT: Accumulation of Cognitive Debt when Using an AI Assistant for Essay Writing Task</a> proviene da <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it">Osservatorio Carta, Penna &amp; Digitale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Leggi lo studio, <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2025/12/Your-Brain-on-ChatGPT-Accumulation-of-Cognitive-Debt-when-Using-an-AI-Assistant-for-Essay-Writing-Task.pdf">click qui</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/your-brain-on-chatgpt-accumulation-of-cognitive-debt-when-using-an-ai-assistant-for-essay-writing-task-2/">Your Brain on ChatGPT: Accumulation of Cognitive Debt when Using an AI Assistant for Essay Writing Task</a> proviene da <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it">Osservatorio Carta, Penna &amp; Digitale</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Your Brain on ChatGPT: Accumulation of Cognitive Debt when Using an AI Assistant for Essay Writing Task</title>
		<link>https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/your-brain-on-chatgpt-accumulation-of-cognitive-debt-when-using-an-ai-assistant-for-essay-writing-task/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2025 16:11:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli e Documenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/your-brain-on-chatgpt-accumulation-of-cognitive-debt-when-using-an-ai-assistant-for-essay-writing-task/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Leggi lo studio, click qui</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/your-brain-on-chatgpt-accumulation-of-cognitive-debt-when-using-an-ai-assistant-for-essay-writing-task/">Your Brain on ChatGPT: Accumulation of Cognitive Debt when Using an AI Assistant for Essay Writing Task</a> proviene da <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it">Osservatorio Carta, Penna &amp; Digitale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Leggi lo studio, <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2025/12/Your-Brain-on-ChatGPT-Accumulation-of-Cognitive-Debt-when-Using-an-AI-Assistant-for-Essay-Writing-Task.pdf">click qui</a></h3>
<p>L'articolo <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/your-brain-on-chatgpt-accumulation-of-cognitive-debt-when-using-an-ai-assistant-for-essay-writing-task/">Your Brain on ChatGPT: Accumulation of Cognitive Debt when Using an AI Assistant for Essay Writing Task</a> proviene da <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it">Osservatorio Carta, Penna &amp; Digitale</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;intelligenza artificiale sta accelerando la reazione negativa alla tecnologia nelle aule americane</title>
		<link>https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/lintelligenza-artificiale-sta-accelerando-la-reazione-negativa-alla-tecnologia-nelle-aule-americane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2025 16:11:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli e Documenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/lintelligenza-artificiale-sta-accelerando-la-reazione-negativa-alla-tecnologia-nelle-aule-americane/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli esami scritti e orali stanno tornando di moda The Economist &#8211; 20 novembre 2025 ********* Un secolo e mezzo prima che Apple commercializzasse gli iPad nelle scuole, nel 1857, un professore di Harvard di origine greca, Evangelinus Apostolides Sophocles, fece un falò di &#8220;libri blu&#8221; di recente introduzione, libretti d&#8217;esame rilegati per prove cartacee [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/lintelligenza-artificiale-sta-accelerando-la-reazione-negativa-alla-tecnologia-nelle-aule-americane/">L&#8217;intelligenza artificiale sta accelerando la reazione negativa alla tecnologia nelle aule americane</a> proviene da <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it">Osservatorio Carta, Penna &amp; Digitale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli esami scritti e orali stanno tornando di moda</p>
<p>The Economist &#8211; 20 novembre 2025</p>
<p>*********</p>
<p>Un secolo e mezzo prima che Apple commercializzasse gli iPad nelle scuole, nel 1857, un professore di Harvard di origine greca, Evangelinus Apostolides Sophocles, fece un falò di &#8220;libri blu&#8221; di recente introduzione, libretti d&#8217;esame rilegati per prove cartacee che (con sua grande ira) avrebbero dovuto sostituire le prove orali. Perse. Questi libretti avrebbero tormentato generazioni di studenti americani prima di cedere il passo ai test computerizzati. Ma ora il libro blu sta tornando in auge, con le vendite di libretti più che raddoppiate dal 2022 al 2024 (vedi grafico), secondo Circana, un&#8217;azienda di analisi dati. E anche gli esami orali sembrano maturi per una rinascita.</p>
<p>Dalle scuole superiori all&#8217;università, gli insegnanti si stanno difendendo dalla tecnologia in classe che favorisce gli imbrogli e fomenta la distrazione. Laura Lomas, professoressa di letteratura alla Rutgers University, ora richiede agli studenti di assistere a uno spettacolo teatrale il cui finale cambia ogni sera, così da sapere se erano presenti. Assegna presentazioni orali anziché presentazioni PowerPoint più adatte all&#8217;intelligenza artificiale e non consente pause per andare in bagno durante gli esami &#8220;blue book&#8221;, in modo che gli studenti non possano sbirciare i loro telefoni. Sara Brock, insegnante di inglese alle superiori di Port Washington, New York, richiede agli studenti di scrivere esercizi a mano in classe. Justin Reich, direttore del MIT Teaching Systems Lab, afferma che la scuola media di sua figlia ha &#8220;più o meno rinunciato ad assegnare compiti diversi dalla matematica&#8221;. Agli studenti viene invece detto di leggere.</p>
<p><a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2025/12/paper-tigers-economist.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-86049" src="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2025/12/paper-tigers-economist.png" alt="" width="225" height="231" /></a></p>
<p>È probabile che tali tagli continuino a diffondersi. In un sondaggio del 2023 condotto da Intelligent, un istituto di ricerca, il 66% degli insegnanti di scuole superiori e università ha dichiarato di aver modificato i compiti a causa di Chat GPT ; di questi, il 76% ha richiesto o pianificato di richiedere lavoro scritto a mano. E l&#8217;87% ha dichiarato di richiedere o pianificare di aggiungere una componente di presentazione orale. Un sondaggio condotto nello stesso anno dall&#8217;EdWeek Research Centre ha rilevato che il 43% degli insegnanti ritiene che gli studenti dovrebbero risolvere problemi di matematica in classe usando carta e matita per dimostrare di non utilizzare l&#8217;intelligenza artificiale . E in un programma pilota della Stanford University, i sorveglianti – che assurdo! – si aggirano nelle aule per monitorare lo svolgimento dei test.</p>
<p>La battaglia a favore e contro la tecnologia in classe in America sta infuriando anche in altri paesi ricchi, osserva Isabel Dans Álvarez de Sotomayor, docente di pedagogia presso l&#8217;Università di Santiago de Compostela in Spagna. Mentre i paesi più poveri corrono alla digitalizzazione, quelli più ricchi stanno limitando la tecnologia in classe, pur investendo in maggiori infrastrutture digitali. Dopo aver inizialmente puntato tutto sulla tecnologia, nel 2023 la Svezia ha vietato gli strumenti digitali per i bambini piccoli e ora pone l&#8217;accento sui libri di testo fisici, sulla scrittura a mano e sulla lettura. Le scuole in Danimarca e Finlandia sono sulla stessa lunghezza d&#8217;onda.</p>
<p>Il motivo non è solo Chat GPT e l&#8217;imbroglio di massa che rende possibile. Anche gli insegnanti sono preoccupati per la distrazione di massa. Nel 2025, il 56% degli insegnanti ha affermato che laptop, tablet o computer fissi saranno una delle principali fonti di distrazione, secondo un altro sondaggio dell&#8217;EdWeek Research Centre. Al Bowdoin College, un college privato di arti liberali nel Maine, il preside afferma che &#8220;molti docenti avevano già contrassegnato le loro aule come, per la maggior parte, spazi privi di dispositivi&#8221; anche prima &#8220;della recente onnipresenza dell&#8217;intelligenza artificiale &#8220;.</p>
<p>Imbrogliare non è una novità: in uno studio di dieci anni fa, l&#8217;87% degli studenti delle scuole superiori ha ammesso di aver copiato almeno una volta il mese precedente, e i ricercatori hanno scoperto che da allora la percentuale è in realtà diminuita, ma &#8220;l&#8217;entità degli imbrogli è sostanzialmente diversa&#8221; da quando è arrivata l&#8217;intelligenza artificiale avanzata, afferma Reich del MIT . &#8220;Abbiamo un&#8217;infinità di interviste con ragazzi di ogni tipo che dicono cose come: &#8216;Nel mio ultimo anno [di liceo] non ho mai fatto i compiti. Ogni compito che ho fatto ha usato l&#8217;intelligenza artificiale generativa &#8216;&#8221;. Il livello universitario non è migliore, afferma la signora Lomas. &#8220;Uno studente ha persino citato un mio articolo che l&#8217;intelligenza artificiale ha inventato dal nulla&#8221;.</p>
<p>Studi rigorosi hanno dimostrato che la tecnologia in classe può aiutare gli studenti ad apprendere l&#8217;algebra, ma le prove di risultati migliori in altri ambiti sono scarse. Al contrario, i benefici che la scrittura a mano offre alle capacità cognitive stanno guadagnando nuova considerazione, anche al di fuori delle discipline umanistiche. Un insegnante di informatica alla Hunter College High School di New York ha recentemente reintrodotto la scrittura a mano per i compiti di programmazione perché aiuta a memorizzare e a sviluppare il pensiero critico.</p>
<p>Ma non tutti coloro che vogliono tornare alla vecchia scuola possono farlo. I genitori spesso non possono rinunciare facilmente all&#8217;edtech. E Derek Vaillant, professore di comunicazione e media all&#8217;Università del Michigan, afferma che, sebbene vi sia un consenso sulla necessità per gli insegnanti di &#8220;tornare alle basi&#8221; dando priorità agli esami originali, in presenza e cartacei, le grandi università pubbliche non forniscono risorse commisurate alla sfida, assumendo un numero sufficiente di assistenti didattici. Gli amministratori &#8220;parlano con entrambe le mani&#8221;.</p>
<p>Tra i genitori, sono i più benestanti e istruiti a volere meno tecnologia in classe, afferma Anne Maheux dell&#8217;Università della Carolina del Nord a Chapel Hill, che studia l&#8217;uso della tecnologia tra gli adolescenti. Un rapporto del Pew Research Center del dicembre 2024 ha rilevato che il 58% degli adolescenti ispanici e il 53% degli adolescenti neri hanno dichiarato di essere connessi a Internet quasi costantemente, rispetto al 37% degli adolescenti bianchi. Il divario digitale, osserva, si è invertito.</p>
<p>I cambiamenti richiedono di riconsiderare lo scopo del tempo in classe. Alla Hunter, un insegnante di inglese dell&#8217;undicesimo anno ha assegnato cinque risposte di letteratura da scrivere a mano, ciascuna delle quali occupava un&#8217;intera ora. In passato, questo non era considerato un buon uso dell&#8217;impegno di un insegnante, afferma Reich. Ma oggi, con i &#8220;missili a ricerca di calore&#8221; digitali che assorbono l&#8217;attenzione, &#8220;forse la cosa migliore che possiamo fare in classe è offrire ai giovani il dono di un tempo tranquillo e senza distrazioni&#8221;.</p>
<p><a href="https://www.economist.com/united-states/2025/11/20/ai-is-accelerating-a-tech-backlash-in-american-classrooms">The Economist</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/lintelligenza-artificiale-sta-accelerando-la-reazione-negativa-alla-tecnologia-nelle-aule-americane/">L&#8217;intelligenza artificiale sta accelerando la reazione negativa alla tecnologia nelle aule americane</a> proviene da <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it">Osservatorio Carta, Penna &amp; Digitale</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;intelligenza artificiale sta accelerando la reazione negativa alla tecnologia nelle aule americane</title>
		<link>https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/lintelligenza-artificiale-sta-accelerando-la-reazione-negativa-alla-tecnologia-nelle-aule-americane-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2025 16:11:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli e Documenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/lintelligenza-artificiale-sta-accelerando-la-reazione-negativa-alla-tecnologia-nelle-aule-americane-2/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli esami scritti e orali stanno tornando di moda The Economist &#8211; 20 novembre 2025 ********* Un secolo e mezzo prima che Apple commercializzasse gli iPad nelle scuole, nel 1857, un professore di Harvard di origine greca, Evangelinus Apostolides Sophocles, fece un falò di &#8220;libri blu&#8221; di recente introduzione, libretti d&#8217;esame rilegati per prove cartacee [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/lintelligenza-artificiale-sta-accelerando-la-reazione-negativa-alla-tecnologia-nelle-aule-americane-2/">L&#8217;intelligenza artificiale sta accelerando la reazione negativa alla tecnologia nelle aule americane</a> proviene da <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it">Osservatorio Carta, Penna &amp; Digitale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli esami scritti e orali stanno tornando di moda</p>
<p>The Economist &#8211; 20 novembre 2025</p>
<p>*********</p>
<p>Un secolo e mezzo prima che Apple commercializzasse gli iPad nelle scuole, nel 1857, un professore di Harvard di origine greca, Evangelinus Apostolides Sophocles, fece un falò di &#8220;libri blu&#8221; di recente introduzione, libretti d&#8217;esame rilegati per prove cartacee che (con sua grande ira) avrebbero dovuto sostituire le prove orali. Perse. Questi libretti avrebbero tormentato generazioni di studenti americani prima di cedere il passo ai test computerizzati. Ma ora il libro blu sta tornando in auge, con le vendite di libretti più che raddoppiate dal 2022 al 2024 (vedi grafico), secondo Circana, un&#8217;azienda di analisi dati. E anche gli esami orali sembrano maturi per una rinascita.</p>
<p>Dalle scuole superiori all&#8217;università, gli insegnanti si stanno difendendo dalla tecnologia in classe che favorisce gli imbrogli e fomenta la distrazione. Laura Lomas, professoressa di letteratura alla Rutgers University, ora richiede agli studenti di assistere a uno spettacolo teatrale il cui finale cambia ogni sera, così da sapere se erano presenti. Assegna presentazioni orali anziché presentazioni PowerPoint più adatte all&#8217;intelligenza artificiale e non consente pause per andare in bagno durante gli esami &#8220;blue book&#8221;, in modo che gli studenti non possano sbirciare i loro telefoni. Sara Brock, insegnante di inglese alle superiori di Port Washington, New York, richiede agli studenti di scrivere esercizi a mano in classe. Justin Reich, direttore del MIT Teaching Systems Lab, afferma che la scuola media di sua figlia ha &#8220;più o meno rinunciato ad assegnare compiti diversi dalla matematica&#8221;. Agli studenti viene invece detto di leggere.</p>
<p><a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/wp-content/uploads/2026/05/paper-tigers-economist.png"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-86049" src="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/wp-content/uploads/2026/05/paper-tigers-economist.png" alt="" width="225" height="231" /></a></p>
<p>È probabile che tali tagli continuino a diffondersi. In un sondaggio del 2023 condotto da Intelligent, un istituto di ricerca, il 66% degli insegnanti di scuole superiori e università ha dichiarato di aver modificato i compiti a causa di Chat GPT ; di questi, il 76% ha richiesto o pianificato di richiedere lavoro scritto a mano. E l&#8217;87% ha dichiarato di richiedere o pianificare di aggiungere una componente di presentazione orale. Un sondaggio condotto nello stesso anno dall&#8217;EdWeek Research Centre ha rilevato che il 43% degli insegnanti ritiene che gli studenti dovrebbero risolvere problemi di matematica in classe usando carta e matita per dimostrare di non utilizzare l&#8217;intelligenza artificiale . E in un programma pilota della Stanford University, i sorveglianti – che assurdo! – si aggirano nelle aule per monitorare lo svolgimento dei test.</p>
<p>La battaglia a favore e contro la tecnologia in classe in America sta infuriando anche in altri paesi ricchi, osserva Isabel Dans Álvarez de Sotomayor, docente di pedagogia presso l&#8217;Università di Santiago de Compostela in Spagna. Mentre i paesi più poveri corrono alla digitalizzazione, quelli più ricchi stanno limitando la tecnologia in classe, pur investendo in maggiori infrastrutture digitali. Dopo aver inizialmente puntato tutto sulla tecnologia, nel 2023 la Svezia ha vietato gli strumenti digitali per i bambini piccoli e ora pone l&#8217;accento sui libri di testo fisici, sulla scrittura a mano e sulla lettura. Le scuole in Danimarca e Finlandia sono sulla stessa lunghezza d&#8217;onda.</p>
<p>Il motivo non è solo Chat GPT e l&#8217;imbroglio di massa che rende possibile. Anche gli insegnanti sono preoccupati per la distrazione di massa. Nel 2025, il 56% degli insegnanti ha affermato che laptop, tablet o computer fissi saranno una delle principali fonti di distrazione, secondo un altro sondaggio dell&#8217;EdWeek Research Centre. Al Bowdoin College, un college privato di arti liberali nel Maine, il preside afferma che &#8220;molti docenti avevano già contrassegnato le loro aule come, per la maggior parte, spazi privi di dispositivi&#8221; anche prima &#8220;della recente onnipresenza dell&#8217;intelligenza artificiale &#8220;.</p>
<p>Imbrogliare non è una novità: in uno studio di dieci anni fa, l&#8217;87% degli studenti delle scuole superiori ha ammesso di aver copiato almeno una volta il mese precedente, e i ricercatori hanno scoperto che da allora la percentuale è in realtà diminuita, ma &#8220;l&#8217;entità degli imbrogli è sostanzialmente diversa&#8221; da quando è arrivata l&#8217;intelligenza artificiale avanzata, afferma Reich del MIT . &#8220;Abbiamo un&#8217;infinità di interviste con ragazzi di ogni tipo che dicono cose come: &#8216;Nel mio ultimo anno [di liceo] non ho mai fatto i compiti. Ogni compito che ho fatto ha usato l&#8217;intelligenza artificiale generativa &#8216;&#8221;. Il livello universitario non è migliore, afferma la signora Lomas. &#8220;Uno studente ha persino citato un mio articolo che l&#8217;intelligenza artificiale ha inventato dal nulla&#8221;.</p>
<p>Studi rigorosi hanno dimostrato che la tecnologia in classe può aiutare gli studenti ad apprendere l&#8217;algebra, ma le prove di risultati migliori in altri ambiti sono scarse. Al contrario, i benefici che la scrittura a mano offre alle capacità cognitive stanno guadagnando nuova considerazione, anche al di fuori delle discipline umanistiche. Un insegnante di informatica alla Hunter College High School di New York ha recentemente reintrodotto la scrittura a mano per i compiti di programmazione perché aiuta a memorizzare e a sviluppare il pensiero critico.</p>
<p>Ma non tutti coloro che vogliono tornare alla vecchia scuola possono farlo. I genitori spesso non possono rinunciare facilmente all&#8217;edtech. E Derek Vaillant, professore di comunicazione e media all&#8217;Università del Michigan, afferma che, sebbene vi sia un consenso sulla necessità per gli insegnanti di &#8220;tornare alle basi&#8221; dando priorità agli esami originali, in presenza e cartacei, le grandi università pubbliche non forniscono risorse commisurate alla sfida, assumendo un numero sufficiente di assistenti didattici. Gli amministratori &#8220;parlano con entrambe le mani&#8221;.</p>
<p>Tra i genitori, sono i più benestanti e istruiti a volere meno tecnologia in classe, afferma Anne Maheux dell&#8217;Università della Carolina del Nord a Chapel Hill, che studia l&#8217;uso della tecnologia tra gli adolescenti. Un rapporto del Pew Research Center del dicembre 2024 ha rilevato che il 58% degli adolescenti ispanici e il 53% degli adolescenti neri hanno dichiarato di essere connessi a Internet quasi costantemente, rispetto al 37% degli adolescenti bianchi. Il divario digitale, osserva, si è invertito.</p>
<p>I cambiamenti richiedono di riconsiderare lo scopo del tempo in classe. Alla Hunter, un insegnante di inglese dell&#8217;undicesimo anno ha assegnato cinque risposte di letteratura da scrivere a mano, ciascuna delle quali occupava un&#8217;intera ora. In passato, questo non era considerato un buon uso dell&#8217;impegno di un insegnante, afferma Reich. Ma oggi, con i &#8220;missili a ricerca di calore&#8221; digitali che assorbono l&#8217;attenzione, &#8220;forse la cosa migliore che possiamo fare in classe è offrire ai giovani il dono di un tempo tranquillo e senza distrazioni&#8221;.</p>
<p><a href="https://www.economist.com/united-states/2025/11/20/ai-is-accelerating-a-tech-backlash-in-american-classrooms">The Economist</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/lintelligenza-artificiale-sta-accelerando-la-reazione-negativa-alla-tecnologia-nelle-aule-americane-2/">L&#8217;intelligenza artificiale sta accelerando la reazione negativa alla tecnologia nelle aule americane</a> proviene da <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it">Osservatorio Carta, Penna &amp; Digitale</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Corsivo in pericolo in Germania</title>
		<link>https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/corsivo-in-pericolo-in-germania-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 May 2025 05:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli e Documenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/corsivo-in-pericolo-in-germania-2/</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/corsivo-in-pericolo-in-germania-2/">Corsivo in pericolo in Germania</a> proviene da <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it">Osservatorio Carta, Penna &amp; Digitale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/wp-content/uploads/2026/05/corsivo-pericolo-germania-30052025.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-84092" src="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/wp-content/uploads/2026/05/corsivo-pericolo-germania-30052025.jpg" alt="" width="1240" height="1753" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/corsivo-in-pericolo-in-germania-2/">Corsivo in pericolo in Germania</a> proviene da <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it">Osservatorio Carta, Penna &amp; Digitale</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Corsivo in pericolo in Germania</title>
		<link>https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/corsivo-in-pericolo-in-germania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 May 2025 05:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli e Documenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/corsivo-in-pericolo-in-germania/</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/corsivo-in-pericolo-in-germania/">Corsivo in pericolo in Germania</a> proviene da <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it">Osservatorio Carta, Penna &amp; Digitale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2025/06/corsivo-pericolo-germania-30052025.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-84092" src="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2025/06/corsivo-pericolo-germania-30052025.jpg" alt="" width="1240" height="1753" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/corsivo-in-pericolo-in-germania/">Corsivo in pericolo in Germania</a> proviene da <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it">Osservatorio Carta, Penna &amp; Digitale</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Grafia e sviluppo cognitivo. Perché scrivere a mano nell’era digitale ha ancora senso</title>
		<link>https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/grafia-e-sviluppo-cognitivo-perche-scrivere-a-mano-nellera-digitale-ha-ancora-senso-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2025 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli e Documenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/grafia-e-sviluppo-cognitivo-perche-scrivere-a-mano-nellera-digitale-ha-ancora-senso-2/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Al festival di Internazionale Kids diversi laboratori per bambini tornano a sottolineare l’importanza dell’esercizio manuale anche e soprattutto in un’epoca completamente digitalizzata. L’intervista con la graphic design Daniela Moretto, presidente di Smed: “La ricerca indica che imparare a scrivere a mano può influenzare positivamente la precoce acquisizione di abilità di lettura e scrittura” Scrivere a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/grafia-e-sviluppo-cognitivo-perche-scrivere-a-mano-nellera-digitale-ha-ancora-senso-2/">Grafia e sviluppo cognitivo. Perché scrivere a mano nell’era digitale ha ancora senso</a> proviene da <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it">Osservatorio Carta, Penna &amp; Digitale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em> Al festival di Internazionale Kids diversi laboratori per bambini tornano a sottolineare l’importanza dell’esercizio manuale anche e soprattutto in un’epoca completamente digitalizzata. L’intervista con la graphic design Daniela Moretto, presidente di Smed: “La ricerca indica che imparare a scrivere a mano può influenzare positivamente la precoce acquisizione di abilità di lettura e scrittura”</em></p>
<p>Scrivere a mano nell’era dell’intelligenza artificiale ha ancora un senso? Ma soprattutto qual è, se c’è, il suo effetto sullo sviluppo cognitivo dei più giovani che oggi si trovano a fare i conti con un’accelerazione tecnologica mai sperimentata prima, divisi fra uso e molto spesso abuso di device? Molti studi scientifici sono concordi nell’evidenziare il valore dell’esercizio grafico e calligrafico, anche e soprattutto in un’era completamente digitalizzata, sostenendo che possa influire positivamente su alcune capacità come l’apprendimento, la motricità fine, la memoria e l’organizzazione.</p>
<p>Daniela Moretto, graphic designer e presidente di Smed &#8211; Scrivere a mano nell’era digitale, la pensa allo stesso modo. L’associazione, che dal 2015 sostiene e promuove il progetto “Scrittura Corsiva” con l’obiettivo di diffonderla in ambito scolastico ed educativo, è al festival di Internazionale Kids, il primo festival di giornalismo per bambini, dal 9 all’11 maggio a Reggio Emilia. “Disegnare scrivendo” e “Abecedario” saranno i due laboratori gratuiti che si terranno domenica 11 maggio, dedicati alle bambine e ai bambini dai 7 ai 13 anni.</p>
<p>Moretto, cosa si perde abbandonando la scrittura a mano a livello cognitivo ma anche, più in generale, culturale?</p>
<p>“Scrivere a mano è all’origine del nostro bisogno di esprimerci in modo diretto, stimola l’immaginazione e la creatività e ci permette di lasciare un segno personale unico, significativo per noi stessi e per chi ci leggerà. Solo con la pratica ci si può rendere conto di quanto sia preziosa in ogni fase della vita. Per questo è importante stimolare l’uso della scrittura in ambito laboratoriale e artistico oltre le righe del quaderno”.</p>
<p>Quanto questo abbandono influisce sui bambini disegnando per loro un percorso differente di apprendimento?</p>
<p>“La ricerca in questo campo indica chiaramente che imparare a scrivere a mano può influenzare positivamente la precoce acquisizione di abilità di lettura e scrittura. Scrivere le lettere nella prima infanzia migliora la capacità di riconoscerle, come dimostrato da studi basati su immagini del cervello. E insegnare la scrittura migliora la lettura, come dimostrato dagli studi pedagogici. Indagini condotte su giovani adulti mostrano invece che prendere appunti con una penna può servire a ricordare più a lungo concetti e informazioni”.</p>
<p>Come esercitare quotidianamente la scrittura a mano?</p>
<p>“A casa facciamo spazio alla scrittura a mano predisponendo blocchi, lavagne e strumenti per scrivere e disegnare. Scriviamo per progettare, ricordare, comunicare. Questa pratica ci assicura un momento di concentrazione, riflessione, pace e fa di noi un esempio per chi ci sta intorno. Se davanti a bambini e ragazzi noi adulti passiamo più tempo su computer, tablet o smartphone che su libri, quaderni o fogli da disegno, l’esempio che diamo non li incoraggerà certo a intraprendere la via del libro, della carta e della penna”.</p>
<p>Ci sono molti dispositivi, penso all&#8217;Apple Pencil per l’iPad di Apple, che portano sul digitale l&#8217;esperienza della scrittura e del disegno: sono strumenti utili o qualcosa cambia in ogni caso?</p>
<p>“Scrivere e disegnare a mano con uno stilo su tablet è un’esperienza grafo-motoria paragonabile a quella analogica, anche se quest’ultima rimane inimitabile per il carico di sensazioni tattili, olfattive e uditive che porta con sé. In ogni caso, salvo circostanze eccezionali, l’impiego di simili (costosi) strumenti digitali non dovrebbe aver luogo all’inizio del percorso di apprendimento ma semmai in seguito, a completamento dell’esperienza analogica”.</p>
<p><a href="https://www.repubblica.it/tecnologia/2025/05/09/news/grafia_e_sviluppo_cognitivo_perche_scrivere_a_mano_nell_era_digitale_internazionale_kids-424176850/">Simone Cosimi, larepubblica.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/grafia-e-sviluppo-cognitivo-perche-scrivere-a-mano-nellera-digitale-ha-ancora-senso-2/">Grafia e sviluppo cognitivo. Perché scrivere a mano nell’era digitale ha ancora senso</a> proviene da <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it">Osservatorio Carta, Penna &amp; Digitale</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Grafia e sviluppo cognitivo. Perché scrivere a mano nell’era digitale ha ancora senso</title>
		<link>https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/grafia-e-sviluppo-cognitivo-perche-scrivere-a-mano-nellera-digitale-ha-ancora-senso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2025 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli e Documenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/grafia-e-sviluppo-cognitivo-perche-scrivere-a-mano-nellera-digitale-ha-ancora-senso/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Al festival di Internazionale Kids diversi laboratori per bambini tornano a sottolineare l’importanza dell’esercizio manuale anche e soprattutto in un’epoca completamente digitalizzata. L’intervista con la graphic design Daniela Moretto, presidente di Smed: “La ricerca indica che imparare a scrivere a mano può influenzare positivamente la precoce acquisizione di abilità di lettura e scrittura” Scrivere a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/grafia-e-sviluppo-cognitivo-perche-scrivere-a-mano-nellera-digitale-ha-ancora-senso/">Grafia e sviluppo cognitivo. Perché scrivere a mano nell’era digitale ha ancora senso</a> proviene da <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it">Osservatorio Carta, Penna &amp; Digitale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em> Al festival di Internazionale Kids diversi laboratori per bambini tornano a sottolineare l’importanza dell’esercizio manuale anche e soprattutto in un’epoca completamente digitalizzata. L’intervista con la graphic design Daniela Moretto, presidente di Smed: “La ricerca indica che imparare a scrivere a mano può influenzare positivamente la precoce acquisizione di abilità di lettura e scrittura”</em></p>
<p>Scrivere a mano nell’era dell’intelligenza artificiale ha ancora un senso? Ma soprattutto qual è, se c’è, il suo effetto sullo sviluppo cognitivo dei più giovani che oggi si trovano a fare i conti con un’accelerazione tecnologica mai sperimentata prima, divisi fra uso e molto spesso abuso di device? Molti studi scientifici sono concordi nell’evidenziare il valore dell’esercizio grafico e calligrafico, anche e soprattutto in un’era completamente digitalizzata, sostenendo che possa influire positivamente su alcune capacità come l’apprendimento, la motricità fine, la memoria e l’organizzazione.</p>
<p>Daniela Moretto, graphic designer e presidente di Smed &#8211; Scrivere a mano nell’era digitale, la pensa allo stesso modo. L’associazione, che dal 2015 sostiene e promuove il progetto “Scrittura Corsiva” con l’obiettivo di diffonderla in ambito scolastico ed educativo, è al festival di Internazionale Kids, il primo festival di giornalismo per bambini, dal 9 all’11 maggio a Reggio Emilia. “Disegnare scrivendo” e “Abecedario” saranno i due laboratori gratuiti che si terranno domenica 11 maggio, dedicati alle bambine e ai bambini dai 7 ai 13 anni.</p>
<p>Moretto, cosa si perde abbandonando la scrittura a mano a livello cognitivo ma anche, più in generale, culturale?</p>
<p>“Scrivere a mano è all’origine del nostro bisogno di esprimerci in modo diretto, stimola l’immaginazione e la creatività e ci permette di lasciare un segno personale unico, significativo per noi stessi e per chi ci leggerà. Solo con la pratica ci si può rendere conto di quanto sia preziosa in ogni fase della vita. Per questo è importante stimolare l’uso della scrittura in ambito laboratoriale e artistico oltre le righe del quaderno”.</p>
<p>Quanto questo abbandono influisce sui bambini disegnando per loro un percorso differente di apprendimento?</p>
<p>“La ricerca in questo campo indica chiaramente che imparare a scrivere a mano può influenzare positivamente la precoce acquisizione di abilità di lettura e scrittura. Scrivere le lettere nella prima infanzia migliora la capacità di riconoscerle, come dimostrato da studi basati su immagini del cervello. E insegnare la scrittura migliora la lettura, come dimostrato dagli studi pedagogici. Indagini condotte su giovani adulti mostrano invece che prendere appunti con una penna può servire a ricordare più a lungo concetti e informazioni”.</p>
<p>Come esercitare quotidianamente la scrittura a mano?</p>
<p>“A casa facciamo spazio alla scrittura a mano predisponendo blocchi, lavagne e strumenti per scrivere e disegnare. Scriviamo per progettare, ricordare, comunicare. Questa pratica ci assicura un momento di concentrazione, riflessione, pace e fa di noi un esempio per chi ci sta intorno. Se davanti a bambini e ragazzi noi adulti passiamo più tempo su computer, tablet o smartphone che su libri, quaderni o fogli da disegno, l’esempio che diamo non li incoraggerà certo a intraprendere la via del libro, della carta e della penna”.</p>
<p>Ci sono molti dispositivi, penso all&#8217;Apple Pencil per l’iPad di Apple, che portano sul digitale l&#8217;esperienza della scrittura e del disegno: sono strumenti utili o qualcosa cambia in ogni caso?</p>
<p>“Scrivere e disegnare a mano con uno stilo su tablet è un’esperienza grafo-motoria paragonabile a quella analogica, anche se quest’ultima rimane inimitabile per il carico di sensazioni tattili, olfattive e uditive che porta con sé. In ogni caso, salvo circostanze eccezionali, l’impiego di simili (costosi) strumenti digitali non dovrebbe aver luogo all’inizio del percorso di apprendimento ma semmai in seguito, a completamento dell’esperienza analogica”.</p>
<p><a href="https://www.repubblica.it/tecnologia/2025/05/09/news/grafia_e_sviluppo_cognitivo_perche_scrivere_a_mano_nell_era_digitale_internazionale_kids-424176850/">Simone Cosimi, larepubblica.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it/grafia-e-sviluppo-cognitivo-perche-scrivere-a-mano-nellera-digitale-ha-ancora-senso/">Grafia e sviluppo cognitivo. Perché scrivere a mano nell’era digitale ha ancora senso</a> proviene da <a href="https://www.osservatoriocartapennaedigitale.it">Osservatorio Carta, Penna &amp; Digitale</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
